Paese ospite

Paese ospite 2026

GERMANIA

Italienreise. Sehnsucht / Viaggio in Italia. Nostalgia dell‘Italia
Lo sguardo tedesco sull’Italia nell’arte contemporanea

Una mostra collettiva dell’Ambasciata Tedesca in occasione del 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania
A cura di Gregor Jansen e Julia Apitzsch-Haack

«Nachdenken mit Sonne ist besser als Nachdenken ohne Sonne. Rom.»
«È meglio riflettere con il sole che senza. Roma.»
Judith Kuckart, Villa Massimo, 1997

Carlo Magno si fece incoronare imperatore a Roma nell’anno 800, dando così inizio a un secolare legame politico e culturale tra il Nord di lingua tedesca e Roma, fino a giungere all’idea di Sacro Romano Impero. Dai viaggi a Venezia di Albrecht Dürer attorno al 1500, al “Viaggio in Italia” di Goethe, alle “Ricerche italiane” di Carl Friedrich von Rumohr, fino al “Cicerone” di Jacob Burckhardt: per secoli l’Italia è stata il principale luogo della nostalgia per la borghesia colta tedesca, intesa come paesaggio dell’antichità, del Rinascimento e di un’arte considerata “classica”.

La mostra riprende questa storia di nostalgia reciproca, viaggio e formazione, proiettandola nel presente e riproponendola in una nuova chiave di lettura attraverso le opere di 8 artiste e artisti contemporanei di diverse generazioni, con la loro visione dell’Italia e che si confrontano, attraverso la pittura, la fotografia e la scultura-performance, con diversi spazi storico-artistici e socio-politici, interrogandosi sulle utopie vissute e fallite. Candida Höfer e Thomas Struth presentano l’Italia come spazio culturale. Le fotografie di Höfer della Biblioteca dei Girolamini, la più antica biblioteca di Napoli, mostrano con lucida chiarezza e in totale assenza di persone la biblioteca come archivio della formazione europea e al tempo stesso come luogo vulnerabile, uno spazio culturale al di là del cliché turistico. Le fotografie di Struth delle Stanze di Raffaello ritraggono invece i flussi di turisti assiepati davanti ai capolavori, alla ricerca di un’esperienza individuale: l’immagine della nostalgia diventa un’esperienza di massa. A ciò Thomas Scheibitz contrappone nei suoi dipinti “Ruine” e “Bau” una pittura che tramite l’astrazione fonde decadimento e costruzione, riprendendo il concetto della rovina romantica. L’opera di Sven Johne su Lampedusa ricorda che per molte persone l’Italia non è una destinazione turistica, ma un luogo in cui rifugiarsi e la frontiera dell’Europa. Le serie fotografiche di Johanna Diehl sulle città di nuova fondazione dell’epoca mussoliniana immortalano l’architettura fascista come progetto ideale, oggi sospesa tra degrado e riqualificazione. Si crea così un dialogo tra nostalgia e realtà, viaggio e fuga, modelli, dolce vita e ideologia politica.

Ciò che un tempo era la diligenza postale, oggi è l’autostrada; ciò che un tempo si chiamava viaggio di formazione o Grand Tour, oggi è così vario come le stesse opere che partono dagli atelier di Berlino, Colonia e Stoccarda alla volta di Roma. L’Italia qui non appare più come un punto fisso, lontano e idealizzato, all’orizzonte meridionale, ma come un luogo vissuto, spesso frequentato — come parte di una rete complessa di relazioni artistiche, tuttora viva, che si rinnova costantemente: nelle immagini, negli oggetti, nella semplice e risoluta circostanza di un viaggio da nord verso sud. La nostalgia che spinse Carlo Magno oltre le Alpi e che un tempo indusse Goethe a viaggiare sotto falso nome non è venuta mancare. Ha solo cambiato veicolo.

Con l’intento di valorizzare la propria dimensione internazionale, la manifestazione invita annualmente un Paese Ospite a presentare la propria offerta culturale attraverso una selezione di artisti rappresentativi del panorama dell’arte moderna e contemporanea.

Nella quinta edizione di Roma Arte in Nuvola, la Repubblica di Corea è stata protagonista con la mostra Fever State, inserita nell’Anno degli Scambi Culturali Corea–Italia 2024–2025, promosso per celebrare il 140º anniversario delle relazioni diplomatiche tra il Paese asiatico e l’Italia.

Nel 2024, era stato ospitato il Portogallo, presentando una selezione di opere della Collezione di Arte Contemporanea Statale nella mostra Uma Volta ao Sol (Un giro attorno al sole), organizzata dal Ministero della Cultura portoghese e dall’Ambasciata del Portogallo a Roma e curata da Sandra Vieira Jürgens.

Nel 2023, l’Ambasciata d’Australia aveva proposto la mostra Threads and Lands, una raccolta dinamica di opere di arte aborigena australiana, tradizionale e contemporanea.

L’anno precedente, nel 2022, l’Ucraina aveva presentato il progetto Si Vis Pacem, curato da Yevhen Bereznitsky, direttore della Bereznitsky Art Foundation, incentrato sull’arte ucraina della seconda metà del XX secolo, sulla produzione dell’Ucraina indipendente e sulle opere realizzate in risposta diretta all’aggressione militare russa.

Infine, nella prima edizione (2021), era stata ospitata la mostra Israel Landscape, volta a raccontare le molteplici sfaccettature della realtà israeliana contemporanea attraverso le opere di diciassette artisti.