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Edizione 2021

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Ripensando Roma. E non solo

Con il ritorno nella Capitale di una manifestazione che si propone di essere veicolo per l’incontro tra arte moderna e contemporanea, oltre che per scoprire le ultime tendenze nell’arte visiva, è necessario chiedersi e raccontare qual è il ruolo di Roma, e quale potrebbe esserlo nel prossimo futuro, nello scacchiere internazionale del sistema dell’arte.

Città con una vocazione fortemente internazionale, da sempre Roma ha stregato l’immaginario di una miriade di artisti arrivati in questa tappa obbligata del Grand Tour di ieri e di oggi, mantenendo nel suo DNA una grande forza attrattiva, associata ad una serie di istituzioni per la formazione di creativi e la promozione dell’arte di oggi. Roma, con le sue Accademie e gli Istituti di Cultura stranieri – presenti così significativamente solo in questa città – mantiene un rapporto intellettuale dinamico con Paesi vicini e con realtà ben lontane dell’Italia, dal Giappone agli Stati Uniti, passando per l’Egitto e il Brasile. 

Ancora: Roma è stata, per buona parte della seconda metà del Novecento, la città-fucina di correnti e movimenti di pensiero, che hanno rivoluzionato l’approccio all’arte di oggi, aprendo la pista a quelle che sono diventate “scuole”. Basti pensare ad artisti come Jannis Kounellis (greco, arrivato a Roma nel 1960) e ai suoi 12 cavalli vivi all’Attico di Fabio Sargentini; alla capacità di Tano Festa o Franco Angeli di trasformare i simboli romani in manifesti universali di Pop Art; a Fabio Mauri, pioniere di una rilettura delle vicende politiche italiane attraverso l’arte; alle esperienze delle gallerie La Tartaruga o La Salita e poi della Galleria Pieroni che permisero uno sviluppo dell’avanguardia più luminosa che, ancora oggi, appare estremamente affascinante. 

In anni più recenti, le esperienze dell’Arte Pubblica, la volontà di riscrivere l’identità delle periferie attraverso l’arte contemporanea, la nascita di numerose Fondazioni private che, a loro volta, hanno contribuito a delineare ulteriormente il profilo culturale dell’arte a Roma.
Infine i musei, non solo il MAXXI e il MACRO, ma anche quella piccola galassia di Istituzioni che vanno sotto la Sovrintendenza capitolina. 

Non in ultimo, come ben sappiamo, Roma è un “immaginario”, e lo è anche grazie alla moda e soprattutto al cinema, che ci ha trasmesso immagini potenti e poetiche, maschere diventate immortali, battute che ancora mantengono un effetto catartico. Dai kolossal epici realizzati negli studi di Cinecittà, fino a “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, passando per i volti prestati alle storie italiane da Mastroianni, Sordi, Gassman e Nanni Moretti, l’immagine di Roma è scolpita nella percezione di ognuno di noi, in grado di costruire il proprio “film” utilizzando gli ingredienti preferiti che si trovano in questo unico panorama umano e culturale. 

Date queste premesse è necessario, interrogarsi e allo stesso tempo rimettere in luce le potenzialità di Roma come luogo di produzione dell’arte, di collezionismo, e di un mercato aperto non solo verso il resto del Paese ma anche nelle aree del Mediterraneo e dell’Europa, oltre che in luoghi che da sempre hanno dialogato con l’Italia. 

Una serie di talk, dunque, per raccontare l’identità di Roma attraverso le sue istituzioni, pubbliche e private, riguardate anche da uno sguardo “altro”, cercando di capire come strutturare oggi un “sistema-Roma” che possa essere competitivo (e potrebbe esserlo altamente, date le premesse). 
Senza dimenticare l’identità di una fiera e del suo parterre identitario, fatto di collezionismo e di comunicazione, per cui un talk sarà dedicato al delicato nodo che stringe l’arte ai sistemi di  comunicazione – oggi largamente ridescritti dalla presenza di internet e dei social – e a quelle conoscenze e strumenti indispensabili, in tema di diritto e fiscalità, legati alla compravendita delle opere che consentono di approdare a un collezionismo attento e consapevole. 


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