Performance 2025

Performance 2025

Giovedì 20 novembre, ore 18:00

Writer’s Block di Daniele Sigalot

Venerdì 21 novembre, ore 15:30

L’Éternité (1) di Alix Boillot

Il pianto umano come il ciclo eterno dell’acqua, le emozioni in un fiume di lacrime, questa potrebbe essere la sintesi di L’Eternità.
Una performer, l’attrice Maria Pia Fusi, indossa una collana realizzata in perle di sale del lago Assal (Gibuti), la cui forma e natura salina alludono alle lacrime. La collana spicca sul vestito nero – colore del lutto in Italia – indossato dalla performer, la quale canta a cappella una canzone di Jeff Buckley – Grace – forse una premonizione dell’annegamento del suo autore nelle acque fangose di un affluente del Mississippi. Il canto si fa sempre più intenso e sentito, fino alle lacrime: una liquefazione delle nostre emozioni ci collega al mondo e in questo traboccare sibillino emergono le molecole d’acqua, il cui tempo di residenza varia: 3.200 anni nell’oceano, 9 giorni nell’atmosfera, 10.000 anni nelle falde acquifere e 10 giorni nel corpo umano. Le lacrime hanno conosciuto il mare, che presto ritroveranno. Questa intima acqua alta, che abbiamo imparato a contenere, trasforma la cantante in una fontana.
A cura di Isabella Vitale

Alix Boillot (Parigi, 1992) vive e lavora a Parigi. La sua pratica si sviluppa attraverso scultura, installazioni, scenografie, performance e pubblicazioni. La sua ricerca indaga ciò che è effimero e immateriale: l’immaginario, il simulacro, la credenza. Al centro del suo lavoro vi sono oggetti e reliquie che definiscono l’identità umana, il cui valore è determinato dal significato che vi attribuiamo.

Sabato 22 novembre, ore 15:30

Try di Marilisa Cosello

Try indica il tentativo, la prova, l’ambizione estetica inscritta nel gesto atletico, un progetto sulla mitologia del corpo e sulla decontestualizzazione come dispositivo critico. Questo insieme di significati per la performance ospitata da Roma Arte in Nuvola subisce un’operazione di riduzione radicale. Si eliminano lo spazio e il contesto. Restano due pugili. La questione non è più dove il corpo agisce, ma come il corpo produce pensiero. Quando togli lo sfondo, resta il corpo come linguaggio puro. Nessuna mediazione, nessuna cornice. Il gesto pugilistico si costituisce come unico sistema segnico disponibile. Attacco-difesa-schivata-colpo. La boxe articola una sintassi relazionale fondata sulla distanza, sul tempo, sulla lettura anticipatoria del corpo altro. I pugili cessano di essere oggetti della visione per configurarsi come soggetti produttori di sapere corporeo. Generano conoscenza per sé stessi, tra loro, secondo logiche simultanee, non lineari, relazionali. La performance costituisce uno spazio dove verificare se il corpo può reggersi da solo come sistema di pensiero autosufficiente, senza bisogno di traduzione.
A cura di Adriana Polveroni

Marilisa Cosello (Salerno, 1978) vive e lavora a Milano. Utilizza fotografia, video, performance e installazione per indagare il corpo come strumento narrativo e simbolico. Al centro della sua pratica vi sono le dinamiche tra potere, sfera pubblica e privata, i rituali familiari e gli archetipi collettivi.

Sabato 22 novembre, ore 17:30

Missione Space Y di Filippo Riniolo con Corrado Formigli

L’artista Filippo Riniolo è appena rientrato dalla missione lunare “Space Y”. Poche ore dopo il suo atterraggio sulla Terra, il cosmonauta incontra il pubblico per raccontare l’esperienza vissuta sulla superficie lunare, in un evento che si preannuncia straordinario per portata scientifica e valore simbolico. A guidare l’incontro è il giornalista Corrado Formigli, che intervista il cosmonauta Riniolo in un dialogo approfondito sulle fasi della missione, le sfide tecniche affrontate, le implicazioni politiche e le prospettive aperte da un progetto che guarda al futuro del rapporto tra l’umanità e lo spazio. La missione aveva l’obiettivo di localizzare e recuperare i rifiuti abbandonati da precedenti spedizioni spaziali, un’operazione complessa che ha richiesto mesi di preparazione e una lunga permanenza sul suolo lunare. Durante la conferenza vengono mostrati anche alcuni dei materiali riportati dalla Luna, oggetti che testimoniano la gravità della presenza umana sul nostro satellite e rilanciano l’urgenza di una riflessione concreta sull’impatto delle esplorazioni spaziali. La missione Space Y è stata resa possibile grazie al supporto tecnologico e scientifico di Traffic Gallery, Sisei – Seriana Institute for Space Exploration and Innovation -, Mars Planet Technologies, Punto Azzurro.
A cura di Adriana Polveroni

Filippo Riniolo (Milano, 1986) vive e lavora a Roma. La sua ricerca affronta tematiche che intrecciano poetico e politico, sociale e storico, con una forte attenzione all’attualità. Tra i suoi principali ambiti di indagine figurano il rapporto tra corpo e potere, le diversità sessuali, gli studi di genere e quelli post-coloniali.

Domenica 23 novembre, ore 15:30

Landfall di Sonia Andresano

La performance LANDFALL indaga il rapporto tra equilibrio e tensione attraverso un’azione corale nello spazio fluido della Nuvola di Fuksas. I performer, vestiti di nero, trasportano gavitelli dorati sulle spalle: piccole sculture, oggetti nautici utilizzati come strumenti di orientamento. Le funi leggere, tese e intrecciate verso una bitta centrale, disegnano geometrie sospese che mutano con il movimento dei corpi, trasformando lo spazio in una trama dinamica di linee.
Il limite invisibile diventa metafora della relazione tra individuo e collettività: un segnale, un punto di riferimento e, al tempo stesso, un vincolo.
LANDFALL è, quindi, un disegno di linee, corpi e suono in continuo movimento. La parola significa APPRODO e contiene sia la caduta (“fall”) sia l’arrivo, la terra (“land”), suggerendo una tensione tra controllo e abbandono. In un momento storico come questo è necessario ridisegnare porti, includere e accogliere “gli altri”, trasformare gli ostacoli in una manovra di possibilità, dove i corpi diventano confini mobili: corpi politici.
A cura di Adriana Polveroni

Sonia Andresano (Salerno, 1983) vive e lavora tra Roma e Milano. La sua pratica si sviluppa attraverso media differenti – video, fotografia, scultura e performance – e si concentra su temi come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento. Le sue opere, spesso radicate in esperienze personali in divenire, indagano la memoria, lo spazio domestico e abitato, il passaggio, fisico o simbolico, tra luoghi e la tensione tra immobilità e movimento.

Tutti i giorni

Referendum (2023 – 2024) di Giorgia Errera

Cabine elettorali, tavolo dello spoglio, schede di votazione,
matite copiative, urna elettorale “Referendum” è un’installazione partecipativa dell’artista Giorgia Errera (Anzio, 1997) che si sviluppa nell’arco di tre giorni: due dedicati alle votazioni e uno allo spoglio. I visitatori sono invitati a entrare in una cabina elettorale, compilare una scheda priva di domanda scegliendo tra un “sì” e un “no” e inserirla in un’urna. L’azione prosegue il terzo giorno con lo spoglio, durante il quale le schede — prive di significato apparente — vengono contate e disposte sul tavolo in mucchi separati, per essere poi impiegate in una futura installazione. L’azione mette in scena la ritualità del voto come un gesto collettivo svuotato di senso e interroga sui confini tra democrazia reale e la sua rappresentazione. L’assenza della domanda sulla scheda riflette una forma di democrazia illusoria in cui il voto — emblema della partecipazione popolare per eccellenza — diventa una pura forma senza funzione, una partecipazione che si riduce ad un mero gesto formale privo di un impatto concreto.